dietosofia

Il bisogno di pane, la sete di conoscenza, la voglia di felicità … dietosofia @ gmail.com

Curiosità

Dieta deriva dal latino diaita, greco dìaita, «modo di vivere» e Sophia in greco Σοφία, “sapienza“, quindi Dietosofia possiamo tradurlo come “saggezza nel modo di vivere“. Nelle antiche raffigurazioni iconografiche la filosofia era rappresentanta come un’orsa colta nell’atto di divorarsi la zampa. Questa figura era simbolo dell’autosufficienza della disciplina che, come recitava il motto che spesso si accompagnava all’immagine, “ipse alimenta sibi”, “trae da se stessa il suo proprio nutrimento”.

  • Platone (428 a.c.-348 a.c.)che pure a questo mondo preferiva decisamente quello eterno e immutabile delle Idee, non era certo insensibile al mangiar bene: di lui si sa che amava olive e fichi secchi. Nella Lettera settima, inoltre, Platone se la prende con i Siracusani, accusandoli di mangiare ben tre volte al giorno!
  • Se Pitagora (570 a.c.-495 a.c.) non gradiva le fave, a Sartre non piacevano i crostacei. Sartre confessava che erano ben poche le cose che gli piacevano. Oltre ad una netta repulsione per i frutti di mare, confessava un pronunciato disgusto per i pomodori, di cui non tollerava la polpa acida. In generale non gli piacevano quelli che chiamava i vegetali, anche se li sente portatori di un  minore grado di coscienza delle conghiglie. Non mangiava mai frutti nella loro forma naturale: avevano la colpa di essere prodotti casuali e oggetti troppo esteriori all’umano. Il filosofo confessava di preferire i frutti integrati in una preparazione umana, per esempio nei dolci. “Il cibo deve essere fornito da un lavoro fatto dagli uomini. Come il pane. Ho sempre pensato che il pane costituisse un rapporto tra gli uomini”. Il gusto è via d’accesso alla soggettività, è uno dei fasci che convergono verso la realtà individuale, un frammento che ha la memoria del tutto e che informa sulla concezione del mondo del soggetto.[4]
  • Lo svizzero Jean-Jacques Rousseau (1712-1778) era convintamente vegetariano arrivando a dire che la crudeltà è prodotta dall’ingestione di carne.[4]
  • Il filosofo Immanuel Kant (1724-1804) definisce la dietetica: “arte di prevenire le malattie” in contrapposizione alla terapeutica.[4] La ben nota scrupolosità di Kant trovò anche in sede alimentare un suo campo d’applicabilità: il filosofo tedesco fu sicuramente quello che definiremmo oggi una “buona forchetta”. In particolare, quando assaggiava qualcosa di nuovo che gli piaceva, non mancava di farsi dare la ricetta. Tra le sue abitudini alimentari più bizzarre ricordiamo che, quando mangiava la carne, la masticava a lungo in modo da ricavarne il succo, che poi ingoiava, mentre la parte solida non veniva ingoiata. Non era di suo gradimento la cucina particolarmente sofisticata: preferiva quella semplice e alla buona. A differenza delle abitudini moderne, tutti i suoi pasti duravano molto, poiché non mangiava velocemente e non gli piaceva alzarsi dalla tavola subito dopo aver finito il pasto. Non mangiava mai da solo, poiché sosteneva che mangiare da soli è nocivo e che c’è sempre bisogno di una buona compagnia, alla quale faceva recapitare sin dal mattino l’invito a pranzo. Preferiva che i commensali fossero da tre a nove: “non meno delle Grazie e non più delle Muse”. Un aneddoto racconta che, un giorno, ritrovandosi da solo, disse al proprio cameriere di invitare il primo passante a pranzare con lui. Solamente i suoi pranzi erano particolarmente lunghi ed elaborati; la sua colazione, invece, che consumava alla cinque del mattino, consisteva soltanto in una o due tazze di tè. Si può dire che Kant non si cibava solo di quelle idee che sconvolsero il pensiero filosofico a partire dal 1700… Pare aggiungesse la senape ad ogni alimento e andasse matto per il baccalà e per il formaggio olandese.
  • Friedrich Nietzsche (1844-1900) aveva ripugnanza per la birra, bevanda nazionale, che riteneva responsabile di tutte le grossolanità della civiltà. Bisogna sopprimere anche il pane: esso “neutralizza il sapore di altri alimenti, lo cancella; per questo fa parte di tutti i pasti“. Si impegnò a seguire per qualche mese una dieta vegetariana ma scriveva: “… le nature intellettualmente produttive e animate da un’intensa vita affettiva hanno bisogno di carne. Ogni altra dieta può andar bene soltanto a contadini e panettieri che sono semplicemente delle macchine per digerire“. Tutta la corrispondenza del filosofo con sua madre testimonia la selvatichezza del suo modo di nutrirsi, e per tutto il corso della sua vita, in nessun momento Nietzsche sembra voler fare a meno dei salumi e dei cibi grassi. Dobbiamo immaginarci il filosofo che scrive l’Anticristo sotto un rosario di salsicce… A poche settimane dal crollo, Nietzsche consuma, finalmente, della frutta. Nietzsche nella Gaia scienza parla di una “filosofia della nutrizione”;  era un tipo materialista vitalistico che sapeva che quello che entra nel corpo non vi penetra impunemente e modifica le connessione che formano un’idea, uno stato d’animo, un pensiero, un tratto di carattere. Avrebbe potuto sottoscrivere la celebre – e giusta – frase di Brillat-Savarin che, prefigurando Bourdieu, scrive nella Fisiologia del gusto: <<Dimmi come mangi e ti dirò chi sei>>. In Così parlò Zarathustra, Nietzsche parla dunque del corpo come di una <<Grande Ragione>>. Da lettore dell’ultimo Feuerbach sa anche che, <<l’uomo è ciò che mangia>>. Tutto ciò culmina nel suo concetto di idiosincrasia, secondo cui il cibo agisce come forza supplementare esterna a una forza fondamentale che è quella del corpo. Nutrirsi significa agire sulla volontà di potenza che ci costituisce. Da ciò l’interesse di Nietzsche per la dietetica che è l’arte del sapiente dosaggio delle moralità di questa azione.[4]
  • “La capacità di cogliere il particolare sapore della coscia sulla quale la pernice si è appoggiata nel sonno” Brillant-Savarin [6]

Personaggi famosi del

  • gruppo O : Maria Sharapova (gen. cacciatore), Ronald Reagan, Queen Elizabeth, John Lennon, Paul Newman, Elvis Presley, Gerald Ford, Mikhail Gorbaciov, Al Capone,
  • gruppo A : George H. W. Bush, O.J. Simpson, Britney Spears, Adolf Hitler (vegetariano), Richard Nixon, Benito Mussolini (A+),
  • gruppo B : Akira Kurosawa, Jack Nicholson, Luciano Pavarotti, Tom Selleck, Mia Farrow, Paul McCartney, Leonardo Di Caprio,
  • gruppo AB : J.F. Kennedy, Marilin Monroe, Mick Jagger, Thomas Edison, Justin Bieber; è di gruppo AB il sangue trovato sulla sacra sindone di Torino.

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